Oltre l'incertezza: verso una maggiore stabilità
A che punto è la ripresa dell'economia mondiale dopo due anni di crisi senza precedenti, e quali sono le prospettive per i prossimi anni?
Secondo tutte le previsioni più accreditate, la ripresa si manifesterà nel 2010 in modo contenuto ma continuativo; non si dovrebbe verificare la ricaduta che molti temono (il cosiddetto “double dip”).
La ripresa non dovrebbe essere accompagnata da inflazione, notizia positiva. Il motivo è che i consumi, almeno nei paesi avanzati, restano e sembrano destinati a restare alquanto bassi e la maggior crescita che si verificherà nei paesi emergenti riuscirà solo in parte a compensarne la lentezza.
Sul piano del sistema finanziario globale non c'è chiarezza su quale sia lo stato di elaborazione di nuove norme e regole, quali controlli, quali nuove istituzioni saranno preposte alla supervisione di regole e comportamenti per scongiurare il fatto che in futuro possano ripetersi le gravi distorsioni che hanno portato alla crisi attuale. Non occorre sottolineare che troppa regolamentazione potrebbe avere effetti altrettanto negativi di scarsa o poco rispettata regolamentazione.
Usciamo da un periodo ventennale in cui la crescita ha avuto intensità e caratteri straordinari per cui, se anche nei prossimi anni lo sviluppo dovesse essere un po' meno dinamico, ciò non costituirebbe una prospettiva disastrosa. Occorre però comprenderne i caratteri nuovi, diversi dal passato. I punti critici della ripresa sono la fragilità finanziaria, il necessario spostamento di domanda dal pubblico al privato e le possibili conseguenze degli squilibri commerciali. E' in particolare la prospettiva delle politiche economiche a preoccupare. Infatti, in un tempo relativamente breve, le politiche monetarie dovranno tornare a essere più restrittive, se si vuole scongiurare un ritorno massiccio dell'inflazione, ma non al punto da provocare un arresto del recupero o addirittura una deflazione. E le politiche fiscali si dovranno a loro volta muovere nello stesso sentiero che sta tra il necessario riequilibrio dei conti pubblici e l'esigenza di non compromettere redditi, consumi e produzione, e dunque la ripresa economica.
Nella transizione a questa “nuova normalità” sarà ancora possibile crescere a ritmi sostenuti, ma il rilancio va impostato ora. I manager interpellati mostrano di condividere questa impostazione, ma nei fatti si nota una prevalenza di comportamenti prudenziali, che continuano a mettere al primo posto il taglio dei costi, seguito da un recupero di flessibilità, e solo al terzo posto l'innovazione di prodotto.
Il mercato mondiale offrirà opportunità crescenti, specie nelle aree emergenti come la Cina, l'India, il Brasile e la Russia, ma anche in diversi altri paesi tra cui occorre ormai inserire molti paesi dell'Africa, dell'Asia centrale e del Sud America.
Per evitare dunque di perdere le opportunità del mercato globale, occorre prestare particolare attenzione all'interazione dei diversi trend e sviluppare le strategie d'impresa in modo rapido e coerente con le tendenze in atto.
Per sopravvivere alla crisi occorre crescere, per crescere occorre agire con lucida rapidità, e per agire rapidamente è indispensabile essere consapevoli dei rischi ma soprattutto delle opportunità che anche nei peggiori momenti il mercato globale continua a offrire.
Estratto dalla Conferenza promossa dalla società di consulenza McKinsey&Company dal titolo: “2010-2015. Verso una nuova normalità: agire ora per competere con successo”.
30 aprile 2010



