Cosa motiva realmente i lavoratori
In una recente indagine, si è chiesto a 600 dirigenti di varie aziende di classificare (solo sulla base della sensibilità) l'impatto che producono sulla motivazione e sulle emozioni dei loro dipendenti i cinque fattori organizzativi comunemente ritenuti importanti: apprezzamento per un lavoro ben fatto, incentivi, supporto interpersonale, il progresso nel lavoro, obiettivi chiari.
L'apprezzamento per un lavoro ben fatto si è piazzato al primo posto.
Sfortunatamente, quei dirigenti si sbagliano.
Dopo la conclusione di uno studio pluriennale che ha coinvolto migliaia di lavoratori, il fattore più importante ai fini della performance è curiosamente quello che i dirigenti hanno messo all'ultimo posto.
E' il progresso.
Nei giorni in cui i lavoratori hanno la percezione di progredire nel proprio lavoro, o ricevono un aiuto che li porta a superare gli ostacoli, le loro emozioni sono oltremodo positive e il loro desiderio di successo tocca il livello massimo. Nei giorni in cui hanno la sensazione di perdere tempo o di incontrare degli ostacoli nel raggiungimento di traguardi significativi, il loro umore e la loro motivazione scendono al minimo.
Realizzare quindi dei progressi nel proprio lavoro, anche se si tratta di progressi incrementali, si associa a emozioni positive e a una motivazione elevata più frequentemente rispetto a qualunque altro evento lavorativo ricorrente.
Gli eventi negativi hanno quasi sempre un effetto più marcato degli eventi positivi sulle emozioni e sulla motivazione delle persone, e non c'è nulla di più demotivante di una battuta d'arresto, l'evento registrato più frequentemente nelle giornate peggiori dei lavoratori.
30 aprile 2010



